Pellicoro top in NCAA ma niente Eurocross

06 Dicembre 2022

Manca meno di una settimana al Campionato Europeo di corsa campestre di Venaria Torino. Domenica 11 dicembre saranno sette gli atleti milanesi che vestiranno la maglia azzurra per la gara più importante della stagione.

Chi però ha già vissuto il suo "picco" della stagione di cross è Laura Pellicoro (Bracco Atletica), da due anni atleta e studentessa della University of Portland, in Oregon, che milita in Division 1, la "serie A" dei college. La brianzola, 22 anni da compiere alla vigilia di Natale, è stata ottima protagonista della stagione di cross country.
La portacolori delle "Pilots" è stata l'unica atleta della sua squadra a guadagnarsi l'accesso alla finale nazionale NCAA, uno degli eventi più importanti dello sport universitario americano.

L'accesso alla finalissima arriva solo dopo una durissima qualificazione. Nella sua breve ma intensa stagione di cross, due gare per rodare le gambe (Bill Dellinger Invitational e Nuttycombe Invitational) tra fine settembre e metà ottobre, poi subito le grandi sfide nelle finali.
Sono così arrivati due splendidi secondi posti nella finale Regional e di Division, piazzamento che gli ha aperto le porte della finale nazionale NCAA di Stillwater (Oklahoma) di sabato 19 novembre. Qui ha chiuso in 25° posizione, un risultato che le permette di ottenere il titolo di atleta "all american". E' una onoreficienza sportiva che ha grandissimo valore nello sport americano, seconda solo alla vittoria.

Poi Laura è tornata in Italia in tutta fretta sperando di poter essere convocata nella squadra under 23 degli Europei di Torino, ma così non è stato. "Non potevo proprio correre alla gara di selezione di Torino, avevo la finale National" ha spiegato la campionessa italiana degli 800 under 23 del 2021.

"Io spero che la Federazione inizi a considerare anche i risultati delle gare NCAA, che sono molto più competitive, anche dei Campionati Europei".

La First Division ha visto impegnate squadre di 360 college, nelle finali si corre in 250/300 atlete e le gare sono tutte tirate alla morte. Nella finale Regional, Laura ha tenuto una media di 3'12 sui 6 km del percorso, con punte di 2'50.

"Mi dà fastidio che spesso ci siano scelte tecniche, mentre altri paesi tengono conto dei risultati della NCAA". Ad esempio, la tedesca Emma Heckel, battuta da Laura nella finale, sarà in gara tra le under 23, così come il danese Jonas Gertsen. Per non dire dell'inglese Charles Hicks, che difenderà il titolo europeo under 23 da campione americano. L'anno scorso, anche il piemontese Dario De Caro raggiunse la finale nazionale, ma anche per lui niente europei.

La "vacanza" italiana di Laura non sarà però infruttuosa. Sarà in gara sabato 17 al Milano Cross Challenge, l'occasione per mostrare il suo stato di forma. Poi il ritorno in America, dove venerdì 13 gennaio sarà già in gara per un 3000 indoor a Washington.

L'ottocentista brianzola sta scoprendo le sue doti di resistenza. La preparazione dei cross l'ha portata a correre una media di 90/95 km a settimana. Nuovi obiettivi frullano in testa. Il muro dei 9 minuti sui 3000 e quello dei 2 minuti sugli 800, più consistenza sui 1500 e il futuro potrebbe anche significare 5mila metri.
"Ho imparato ad avere una mentalità e un approccio diverso: in America sono convinti che il picco di un atleta arriva molto più tardi, aspettano i 25-26 anni".
Intanto Pellicoro, al via della sua terza stagione, può già vantare la partecipazione alle tre finali nazionali dell'atletica. Prima indoor nel miglio e su pista nei 1500, ora anche nel cross. Davvero niente male.

Davide Viganò
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